Le luci più amate dagli… (architetti) italiani

Capita a tutti prima o poi: nel dubbio di non sapere quali luci scegliere per casa propria, si rimane per anni con la lampadina tristemente penzolante dal muro o dal soffitto. Come uscire dall’empasse? La scelta migliore è sempre quella di affidarsi a un esperto che possa studiare soluzioni ad hoc, ma nel frattempo ecco una selezione di luci d’autore che hanno il grande pregio di adattarsi quasi a ogni contesto, provare per credere!

Da terra

Toio di Flos, 1962 Progetto: Achille e Pier Giacomo Castiglioni. foto via www.flos.com

Toio di Flos, 1962 Progetto: Achille e Pier Giacomo Castiglioni. foto via www.flos.com

 

Un pezzo di grande design formato da elementi industriali assemblati: il faro è quello delle automobili americane, lo stelo fa anche da maniglia, il trasformatore è a vista, e il passaggio dei cavi è affidato a passanti da canna da pesca. Tutto è funzionale e niente è lasciato al caso.

Avere 53 anni e non dimostrarli!

 

 

Arco di Achille Castiglioni – foto via designinvaders.it

 Concentra la luce verso il basso, quindi oltre che essere bellissima, è perfetta per angolo divano e per il tavolo. La base in marmo ha un foro passante per permettere lo spostamento attraverso l’inserimento di un bastone.

 

 

A sospensione/ a soffitto

lampada parentesi -Flos

Parentesi Flos 1970 Progetto: Achille Castiglioni e Pio Manzù

Parentesi Flos 1970 autore: Achille Castiglioni e Pio Manzù – progetto Ghostarchitects

 

Un gancio al soffitto e un peso alla base: attenzione, la parentesi non appoggia a terra! Il cavo è in tensione, e il profilo di ferro a parentesi, tenendo in tensione il cavo, rimane in equilibrio. Un concentrato di intelligenza che vince il Compasso d’oro nel ‘70. Purtroppo oggi non la vendono più nell’imballo originale progettato anch’esso da Castiglioni, ma montarla fa comunque sentire McGyver!

Da parete

Tolomeo di Artemide-progetto Ghostarchitects – tutti i diritti riservati

Evoluzione della Naska Loris, ispirata al sistema che usano i pescatori per sostenere la lenza da pesca, è una lampada a braccio da lavoro che grazie al suo sistema di molle può essere spostata e direzionata in infinite posizioni. Nelle sue molte varianti (da terra, da tavolo, da parete, mini, mega) noi la preferiamo per la sua doppia anima industriale e domestica, che ben si colloca in tutti i contesti (camera da letto, cucina, uffici….). Meno fortunata l’applique: tolto il meccanismo del braccio pare perdere un pò di grinta.

qui ho trovato un’intervista al designer Michele De Lucchi, dove racconta la genesi dell’idea.

 

Mesmeri – Artemide – 2007 di Eric Solè – Foto via Houzze.com – autore Axis Mundi was

Mesmeri di Artemide

Non amo le appliques, ma questa fa eccezione. Con la sua eleganza illumina in modo indiretto e diffuso una stanza, inoltre è molto potente: con una o due al massimo il gioco è fatto.

 

Da tavolo

LAMPADINA, Flos, 1971 Achille Castiglioni – foto via flos.com

 

Ancora lui. Certo che l’Achille non amava i paralumi, a giudicare dalle sue lampade. Precursore dei tempi da sempre, con questa lampada riesce a esaltare la bellezza della lampadina nuda, esattamente come va di moda ora. Da tavolo o da parete, la base accoglie il filo arrotolato.

Volete saperne di più di quel genio di Achille Castiglioni? Consiglio nell’etere il suo sito e nella realtà la visita guidata al suo studio museo gestito dalla figlia: un’esperienza davvero imperdibile per gli amanti del design.

 

 

 

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