Non chiamatele tappezzerie

Alla parola “tappezzeria” molti penseranno con terrore alla fatica fatta per toglierla dalla casa dei nonni (ore e ore con la spatola e lo spruzzino). A qualcun altro verrà in mente l’incubo ricorrente causato dai disegni psichedelici anni 70 sulla parete della cameretta.

Sarà per il loro potere decorativo, per la versatilità, o per l’ironia, noi di alcune carte da parati ci siamo proprio innamorati. Quindi non abbiamo potuto non inserirne una in un restyling che stiamo seguendo in questo periodo.

Il tema del restyling è il “pop-vintage”: binomio inusuale ma che rispecchia bene i gusti della proprietaria. Nell’ambito dell’intervento la sua camera da letto aveva bisogno di un riassetto distributivo (i mobili non erano posizionati correttamente e la stanza sembrava ancora più piccola). Nel nuovo layout l’armadio è davanti al letto, visibile dall’entrata: abbiamo deciso di personalizzarlo con una carta da parati, e di riprendere un colore nella tinta della parete retro letto.

Questa è la selezione Ghost. Chi indovina quale ha scelto la proprietaria??

Marimekko1 di Jannelli & Volpi – jannellievolpi.it

 

Dandelion Clocks di Sanderson

 

Harlequin – Horla Kiely

 

Black spaces – Wall and Decò

Levande WP – Scion

Revival – Eco

Pix man – Wall & Decò

 

Non vedete l’ora di posare la carta da parati anche a casa vostra? Alcuni piccoli consigli:

  • la tappezzeria dà il suo meglio se trattata come fondale: è necessario costruire una sorta di scenografia scegliendo la parete che più si presta, come quella dove poggia il divano, o la parete dietro al letto. Oppure, nel caso di un ingresso, è possibile rivestire tutte le pareti per rendere speciale l’accesso a un ambiente.
  • se la carta da parati non è neutra, ma molto colorata, bisogna fare attenzione a intonare i colori con gli accessori della stanza: è utile creare una palette prendendo come riferimento i colori della tappezzeria.
  • volete rivestire le ante dell’armadio? Informatevi sulla larghezza della tappezzeria: di solito è venduta in rotoli, e non tutte le aziende forniscono larghezze tali da rivestire un’anta standard (50-60 cm)
  • far combaciare i vari rotoli e disegni non è semplicissimo: se non si è molto esperti con i lavori manuali meglio affidarsi a posatori professionisti.

Ecco la tappezzeria scelta ;-)

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